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Attività antibracconaggio della Polizia Provinciale di Potenza

“La Polizia Provinciale di Potenza nella giornata di ieri, nel corso di attività di controllo venatorio, ha scoperto alcune trappole per cinghiali create da bracconieri nella Diga del Rendina.

Le trappole consistono in buche profonde circa tre metri ricoperte di canne, certamente realizzate con mezzi meccanici, in considerazione della dimensione e posizionate nei percorsi che compiono i cinghiali per uscire dall’area protetta ed andare alla ricerca del cibo nei campi circostanti”.

A darne notizia è stato il Comandante della Polizia Provinciale, Emilia Piemontese.

La diga del Rendina interessa i territori dei Comuni di Melfi, Rapolla, Venosa e Lavello per un’estensione di 438 ettari, si tratta di Sito di Importanza Comunitaria (SIC) istituito ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat” per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati, inoltre è un’Oasi di Protezione della fauna selvatica istituita dalla Provincia di Potenza per tutelare le specie animali.

“A causa dell’assenza dell’acqua nella diga, si è creata una foltissima vegetazione, habitat ideale per il rifugio della specie di ungulati che abbonda in quella zona, tant’è che gli agenti della polizia provinciale dopo aver provveduto, con l’ausilio di un mezzo meccanico, a ricoprire le buche, sono intervenuti nella rilevazione di un incidente stradale incorso tra un’autovettura ed un cinghiale. L’incidente fortunatamente non ha creato lesioni al conducente, ma ha provocato la morte dell’animale che è stato recuperato e trasportato presso il distretto della Polizia Provinciale di Rionero in Vulture per il successivo smaltimento a norma di legge.

I controlli dell’area protetta proseguiranno per individuare eventuali altre buche, che a causa della profondità potrebbero creare un pericolo per i fruitori dell’area protetta.

La Polizia Provinciale fa appello a tutti coloro i quali frequentano quella zona, affinché evitino di inoltrarsi nella vegetazione rischiando di incappare nelle trappole e precipitare in esse”.

Redazione

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