In manette con lui due suoi complici. Nicola Palumbo, sorvegliato speciale e ritenuto dagli inquirenti il reggente del gruppo “Amici del Bivio”, cosca camorristica collegata al clan Longobardi-Beneduce, deve rispondere dell’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Stessa ipotesi accusatoria per i suoi due presunti complici: Giuliano Palumbo (31 anni), che secondo gli inquirenti avrebbe fatto da autista-guardaspalle al boss di Quarto, e un incensurato di 41 anni. Una indagine delicata, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli e dal punto di vista investigativo dalla compagnia dei carabinieri di Pozzuoli, diretta dal capitano Elio Norino.
Da settimane i militari tenevano d’occhio gli spostamenti del presunto ras, uscito di galera due anni fa e da allora sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, monitorando le sue frequentazioni. Un aiuto importante nelle indagini è arrivata dall’imprenditore finito nella rete degli estorsori. È andato dai Carabinieri e ha denunciato tutto.
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