“I dati rilevati, con l’ultima Commissione provinciale dell’Artigianato dell’anno 2014, sono l’ennesima dimostrazione delle difficoltà che stanno vivendo le imprese, soprattutto quelle di piccola dimensione, come l’artigianato”. E’ il commento del Presidente provinciale della Confartigianato Antonio Miele. Fra gli altri, il dato che più evidenzia le attuali difficoltà del settore dell’artigianato è che nel 2014, in ben 48 comuni della provincia di Potenza, non si è registrata neanche una nuova iscrizione nell’Albo delle Imprese Artigiane tenuto presso la Camera di Commercio di Potenza. In 21 comuni c’è stata una sola iscrizione. Nel totale, l’anno 2014 ha registrato 175 iscrizioni contro 340 cancellazioni, con un saldo negativo di -165 aziende artigiane. In molti comuni, specialmente i più piccoli, stanno continuando a scomparire i mestieri tradizionali ed artistici; basti considerare che in solo 18 comuni su 100 è presente un calzolaio, mentre in 70 comuni non è presente la bottega del barbiere. Con questi dati, risulta evidente che alcuni settori dell’artigianato rischiano di estinguersi. “Con adempimenti burocratici sempre più onerosi – ha sottolineato Miele – con il crollo dei consumi interni, con una tassazione insostenibile, è necessario ed urgente prevedere forme di sostegno per la nascita di nuove imprese e per il consolidamento delle imprese artigiane in attività”. “in tal senso – ha continuato il Presidente Miele – il disegno di legge regionale sull’artigianato (ancora non definito dalla Regione), potrà essere un provvedimento importante per il comparto in quanto stabilisce, tra l’altro, norme e provvedimenti per le nuove attività, le botteghe scuola, il passaggio generazionale, gli incentivi all’occupazione, la tutela e la valorizzazione dell’artigianato artistico e tradizionale, i finanziamenti e i contributi per gli investimenti”. “A tutto questo – ha sostenuto Miele – si aggiungono le questioni relative al lavoro abusivo che sta assumendo valori oramai insostenibili, in quanto, centinaia e centinaia di operatori, particolarmente nel settore dell’acconciatura e dell’estetica, ma si sta allargando anche in altri settori, quotidianamente si recano presso le abitazioni delle clienti, ma anche in locali non idonei, svolgendo le attività senza le prescritte autorizzazioni sanitarie e professionali. E’ bene ricordare che queste persone non pagano le tasse e gli altri oneri a carico delle imprese”. “Il fenomeno del lavoro abusivo – ha concluso il Presidente Miele – è stato talvolta sottovalutato ma oggi, anche in considerazione del forte periodo di crisi, non è più tollerabile ed è per questo che viene lanciato dalla nostra Organizzazione un forte appello per intensificare i controlli verso queste imprese “fantasma”.
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