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Meridiana ritorna al passato e diventa Alisarda

Il gruppo di proprietà dell’Aga Khan cambia nome. L’assemblea ordinaria e straordinaria dei soci di Meridiana ha approvato la variazione del nome che da Meridiana Spa, appunto, ritorna al passato, e diventa Alisarda Spa.

“Le deliberazioni assunte dall’Assemblea non comporteranno nessuna variazione alla denominazione sociale della controllata operativa Meridiana fly S.p.A., né dell’utilizzo del solo marchio ‘Meridiana’ nell’ambito dell’attività commerciali di trasporto aereo ivi comprese le livree degli aeromobili del Gruppo”, precisa in una nota la compagnia aerea. L’assemblea, riunita a Olbia, ha deliberato di nominare Colin Smith, braccio destro del nuovo amministratore delegato Richard Creagh e Board Advisor della compagnia, membro del Consiglio di amministrazione “in sostituzione dell’ex Ad Roberto Scaramella, dimessosi in data 18 novembre 2014 dalla carica di membro del Consiglio di Amministrazione ricoperta presso la Società, nonché da tutte le cariche ricoperte presso le altre società del Gruppo Meridiana”.

Il ministero del Lavoro ha convocato una riunione per un “esame congiunto della situazione occupazionale di Meridiana Fly e Meridiana Maintenance” per le 11 di giovedì 18 dicembre. All’incontro, a cui presenzierà il sottosegretario Teresa Bellanova, sono invitati oltre alle sigle sindacali e alla compagnia aerea, anche il Ministero delle infrastrutture, gli assessori al Lavoro delle Regioni Sardegna, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia e Campania. Nel frattempo le sigle sindacali hanno inviato una missiva al nuovo amministratore delegato Richard Creagh, in risposta alla sua lettera inviata alcuni giorni fa, proponendogli un accordo, “per il bene della società e dei lavoratori”, perché “siamo consapevoli che il conflitto potrà portare solo alla distruzione”, hanno scritto le rappresentanze aziendali (Rsa) di Filt Cgil, Fit Cisl, uilt, Uglta, Apm e Usb. “Se vogliamo che Meridiana viva, dobbiamo porre fine al conflitto, e dobbiamo collaborare per il superamento degli ostacoli sino ad ora creati”. Come più volte ribadito, i sindacati chiedono che “nessun lavoratore debba essere licenziato se prima non viene approvato un nuovo Piano aziendale”, un business plan che per le sigle dovrebbe avere una netta “discontinuità” rispetto alla precedente gestione, accusata di “non avere le capacità per gestire la compagnia aerea”.

Redazione

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