“Lo abbiamo detto “a caldo”, con le parole del presidente regionale Antonio Nisi, ed è il caso di ripeterlo ancora: nel riconoscimento a Matera del ruolo di Capitale della cultura per il 2019 c’è tutto l’orgoglio del mondo contadino lucano, che ha saputo conservare e valorizzare i Sassi e che, da sempre, è legato a quel patrimonio artistico-monumentale patrimonio dell’Unesco, per superare il vecchio cliché di mondo rurale simbolo di arretratezza”. Lo dichiara Paolo Carbone, Cia-Confederazione Italiana Agricoltori di Basilicata. “Dobbiamo ribadirlo perché più di qualcuno se ne dimentica, in questa fase, in cui prevale ancora l’aria di festa e euforia. Per non parlare di chi si vergogna del passato contadino. Noi certamente non ci vergogniamo. I giovani imprenditori della Cia, solo qualche giorno fa e proprio a Matera, presso il circolo culturale “La Scaletta”, hanno invitato Mario Campli, consigliere del Cese (Comitato economico e sociale europeo), ma soprattutto amico-studioso del mondo agricolo, a parlare del suo libro ‘Europa, ragazzi e ragazze riscriviamo il sogno europeo’. Un modo per raccogliere la sfida culturale di Matera Capitale della Cultura nel 2019 – conclude Carbone – ed evidenziare l’attenzione dei giovani agricoltori verso l’Europa, una delle istituzioni che più influisce sulle politiche di sviluppo rurale e della formazione”.
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