A quanto pare, Urbino De Prà stava pulendo il fucile della caccia regolarmente detenuto, quando un colpo è partito colpendolo al volto. Secondo la Procura, però, si tratterebbe di suicidio. Per i rilievi dei Carabinieri il colpo di fucile sarebbe partito volontariamente, per farla finita. A far propendere per questa seconda ipotesi sarebbe stato il fatto che il fucile era carico. Altrettanto strano sarebbe il fatto che De Prà non ha lasciato nessun biglietto. Nessuno scritto per comunicare le intenzioni o i motivi di un eventuale suicidio. A sciogliere ogni dubbio sarà l’ispezione cadaverica.
Urbino De Prà, 53 anni, viveva a Lozzo di Cadore da solo. Aveva perso l’anziana madre nei mesi scorsi, dopo averla assistita in casa fino agli ultimi giorni. Non era sposato e non aveva figli. De Prà era dipendente di Bim Gsp, l’azienda che gestisce il servizio idrico integrato in provincia, dopo essere stato per anni operaio comunale a Domegge, dove svolgeva diverse mansioni ma si occupava principalmente di reti idriche.
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