Dall’1 al 4 dicembre si svolgerà a Livorno “Capire un’H, come l’handicap fa cultura”, manifestazione che si propone di promuovere la cultura della solidarietà, l’accettazione e la valorizzazione delle diversità. L’iniziativa, promossa dal Comitato Unitario pro handicappati e dall’Amministrazione Comunale di Livorno, si tiene in occasione della Giornata Onu dei Diritti delle Persone con Disabilità, il 3 dicembre.
Il programma prevede per lunedì 1 dicembre, alle ore 9,30 al Cinema dei Salesiani, la proiezione, per gli alunni di alcune classi di scuola elementare, del film d’animazione “Kumba”, di C. Buck e J. Lee. Per gli studenti delle scuole superiori verrà proiettato invece, alle 9,30, al Nuovo Teatro delle Commedie, il film “Anima Mia” di Amasi Damiani, con la partecipazione del regista e di rappresentanti dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Martedì 2 dicembre, alle 9.30 nell’auditorium Pamela Ognissanti di via Gobetti 11, gli alunni della Scuola Primaria Modigliani e gli ospiti delle Case Famiglia della Fondazione Luigi Scotto presenteranno lo spettacolo “Elaborazioni musicali”. Mercoledì 3 dicembre, alle ore 10 presso il Centro Artistico Il Grattacielo, verrà illustrato il progetto “Tutti insieme per un Goal perché il volontariato è fare rete con il cuore”, a cura dei Comuni di Livorno e di Collesalvetti, della Fondazione Livorno, dell’Azienda USL 6, del Comando Provinciale VVFF, del Liceo Cecioni, del Liceo Niccolini Palli, dell’Istituto Vespucci, delle associazioni AIPD, ANFFAS, APODI, Comunico/Ens Livorno, Associazione Autismo, Disabilandia, L’Isola che c’è, Oratorio Salesiano, Sport Insieme Livorno, Volare Senz’ Ali. L’ultimo appuntamento di “Capire un’H” è rivolto alle Scuole Superiori: giovedì 4 dicembre, alle ore 10.20, al Cinema “Quattro Mori” verrà proiettato il film di Mario Martone “Il giovane favoloso “.
“Capire un’H” E’ una manifestazione nata 18 anni fa, su proposta di Angela De Quattro e del Comitato Unitario pro Handicappati e realizzata dalle ex Circoscrizioni cittadine, come contributo all’affermazione di un più forte senso dei diritti umani e di una cultura dell’integrazione sociale, per una democrazia dove siano rimossi i preconcetti che innalzano barriere tra i cosiddetti normodotati e i cosiddetti diversamente abili.
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