La Dia di Reggio Calabria ha eseguito il provvedimento a carico del presunto capo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta di Seminara, morto nell’ospedale di Messina per cause naturali nel 2011, a 75 anni.
I beni consistono in 34 uliveti, 5 fabbricati, un frantoio, una ditta individuale e 58 mila euro in titoli, frutto di aiuti comunitari.
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