Categories: Basilicata

Uilpa su medicina penitenziaria

“Il DPCM del 1 aprile 2008 ha stabilito il passaggio definitivo delle funzioni di assistenza sanitaria in carcere, dal Ministero della Giustizia a quello della Salute. Si tratta di un documento con alto profilo di analisi, che offre, quali atti d’indirizzo, indicazioni alle regioni al fine di garantire la salute in un ambiente di per sé patogeno come il carcere. La Basilicata non è stata brillante nell’applicare le modalità operative, pur comprendendo che il decreto attuativo è al quanto complicato e complesso, la regione ha mostrato delle defaillance nel recepimento della normativa, in considerazione proprio della poca attenzione data in questi anni alla medicina penitenziaria.” Lo dichiarano in una nota il segretario regionale della Uil Fpl, Antonio Guglielmi e il Presidente della UilPa di Potenza, Donato Sabia. “La Uil – continuano – è stata l’unica organizzazione sindacale a seguire attentamente tutte le procedure, sollecitando ed invitando i vertici alla massima partecipazione tramite incontri al Dipartimento della Sanità Regionale e Azienda Sanitaria Locale, anche mediante un convegno in materia, tenutosi all’Auditorium dell’Ospedale S. Carlo di Potenza il 12 giugno e il 28 dicembre 2011. Un plauso- continuano – va alla Direzione Generale dell’Asp e al Direttore Sanitario dott. Giuseppe Cugno, che grazie alla loro sensibilità e partecipazione, l’area sanitaria del carcere del capoluogo nell’ultimo anno ha subito un notevole cambiamento”. Dopo la riqualificazione dei locali da parte dell’Amministrazione Penitenziaria, “è stato attivato un servizio settimanale ambulatoriale specialistico interno, tipo poliambulatori (dermatologia, chirurgia, psichiatria ed oculistica), con l’eccellenza dello studio odontoiatrico il quale sarà dotato anche di apparecchio radiologico”. “Occorre adesso rivedere e stabilire le piante dell’organico del personale infermieristico con i relativi carichi di lavoro – concludono – e riconoscere agli stessi le giuste indennità di rischio, per il lavoro particolare che svolgono in un ambiente delicato e complesso all’interno delle quattro mura carcerarie”.

Redazione

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