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Housing sociale, agricoltura ed eventi culturali, rinasce così Casa Chiaravalle

Housing sociale, agricoltura ed eventi culturali. Ovvero un pensionato per famiglie e adulti in difficoltà abitativa, terreno da coltivare dove impiegare lavoratori svantaggiati e persone con disabilità e un grande spazio aperto al quartiere e alla città dove ospitare eventi culturali e iniziative per i bambini. Casa Chiaravalle, il bene più grande mai confiscato alla mafia (con 18 unità immobiliari e svariati ettari di terreno un tempo dimora di un criminale) rinascerà così anche grazie a tre progetti nati dal lavoro degli studenti del master in Housing sociale e collaborativo del Politecnico di Milano, realizzato all’interno del workshop di Desing dei Servizi e collegato a un premio di 5.000 euro assegnato da Fondazione Cariplo al progetto ritenuto più interessante. Gli studenti hanno tradotto in concreto la visione generale proposta dall’associazione temporanea di imprese che ha vinto il bando di assegnazione del bene capeggiata da Sis (Arci Milano, Chico Mendes Scs, La Strada Scs) e hanno prodotto tre possibili realizzazioni: “CamPoetico” coltivare, fare, sperimentare (un luogo per il diritto allo studio e al lavoro responsabile); “Green House”, tutta un’altra storia (un paesaggio inatteso non lontano dalla città); “Mercatobello” il succo del meglio passa da qui (tessere una rete fra le reti: agricoltura, associazioni, impresa). A Casa Chiaravalle i tre progetti sono stati presentati nell’ambito del Terzo Festival dei Beni confiscati alle mafie che, proprio nell’ex bene confiscato qualche anno fa, ha organizzato una “Festa per la legalità” con momenti di intrattenimento, dibattiti e ospiti tra cui i sindaci e gli assessori di alcuni comuni dell’hinterland milanese entrati nella Rete del Festival, Pierfrancesco Diliberto (Pif) e Walter Veltroni.

“Casa Chiaravalle è il simbolo di tutti i beni confiscati in questa città”, ha detto Pierfrancesco Majorino. “Fino a qualche anno fa era la lussuosa dimora di un criminale arricchitosi con il traffico di stupefacenti e il riciclaggio di denaro. Grazie all’impegno di Sis che sta ultimando lo studio di fattibilità diventerà un pensionato sociale per chi la casa l’ha persa pur lavorando onestamente. Grazie alla confisca e all’assegnazione di questo immobile abbiamo riportata la legalità in questo luogo dove svilupperemo azioni di inclusione sociale e reinserimento lavorativo e che sarà aperta alle attività culturali del quartiere e della città”.

Il progetto vincitore del premio di 5.000 euro di Fondazione Cariplo è stato “Green House” realizzato da Selena Belleggia, Daniela Nani, Marco Vanoli. Hanno partecipato alla realizzazione dei progetti Libera e la Commissione Politiche sociali di Zona 5.

Redazione

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