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A Roma il campus mondiale dell’umanesimo. Sabato e domenica l’atto di nascita

C’è ancora spazio, in questi tempi tecnocentrici e votati all’iper-specializzazione, per gli ampi orizzonti dell’umanesimo? In molti, per la verità, ne reclamano a gran voce il riaffermarsi come valore diffuso e chiave di volta della formazione, in primis nelle aule scolastiche. Intanto l’Urbe torna ad essere capitale dell’umanesimo e centro propulsore degli studi di lingua e cultura latina, con il consorzio internazionale Humanitas renascens. Ne faranno parte l’accademia Vivarium Novum (centro di alta formazione in discipline umanistiche), l’università di Tor Vergata e atenei d’Italia, d’Europa e di tutto il mondo: Milano, Padova, Messina, Vienna, Berlino, Lovanio, Londra, Parigi, Sofia, Rabat, Rio Grande del Nord, Los Angeles, Pechino. L’intento – sostenuto da Roma Capitale con la sua VI commissione permanente (Cultura, Politiche Giovanili e Lavoro) – è di dar vita a un “campus mondiale dell’umanesimo”, che accoglierà gratuitamente studenti meritevoli di ogni nazionalità, inviati dalle università dei rispettivi paesi per frequentare corsi specialistici annuali. La sede c’è già e la fornisce l’università di Tor Vergata, grazie a un accordo con Vivarium Novum: è la cinquecentesca Villa Mondragone a Monte Porzio Catone, luogo votato all’incontro tra i due grandi rami in cui s’è divisa nel ‘500-‘600 (per effetto di molteplici fattori storico-culturali) la cultura occidentale, ovvero le scienze della natura da un lato e quelle dell’uomo dall’altro. Puntando sul nucleo originario della villa il suo cannocchiale, Galileo ne dimostrò nel 1611 l’efficacia e fu ammesso all’Accademia dei Lincei. Qui Gregorio XIII riformò il calendario, Marconi fece i suoi esperimenti di trasmissione radio e Lorenzo Rocci mise a punto il suo vocabolario greco-italiano. A due passi, in linea d’aria, dalla villa in cui Cicerone aveva scritto le Tusculanae disputationes. E qui sabato 8 novembre duecento studiosi e filosofi, da Edgar Morin a Remo Bodei, si riuniscono per firmare l’atto costitutivo di Humanitas renascens in un incontro aperto al pubblico che inizia alle 15. E il giorno dopo, domenica 9 alle 9 del mattino, altro meeting, questa volta a Roma, nella sala della Protomoteca in Campidoglio. Il tutto, preceduto dalla presentazione del progetto giovedì 6 alle 12 nella sala commissioni dell’Assemblea Capitolina (piazza Campitelli 7, primo piano).

villa Mondragone Si mobilita, per ridar fiato alle scienze dell’uomo, il fior fiore dell’intellighentsia umanistica mondiale in rivolta contro la radiazione progressiva dell’humanitas dal repertorio dei valori e delle sensibilità contemporanee: come detto, tra i padri fondatori del “campus” c’è il grande Edgar Morin, il filosofo della complessità, in compagnia di Remo Bodei (tra i massimi studiosi delle utopie novecentesche); di William R. Shea (filosofo della scienza); di latinisti del calibro di Kurt Smolak, Andreas Fritsch e Charles Guittard; di storici della scienza come Marcelo Sánchez Sorondo; di teorici della complessità e dell’universalismo come Giuseppe Gembillo e Mauro Ceruti. Nel nascente istituto di Villa Mondragone, unico al mondo, si coltiveranno latino, greco, filosofia, letteratura, storia, arte, musica, storia della scienza. E non sarà certo un dopolavoro per nostalgici della pergamena e per laudatores temporis acti: nuovi i metodi, il latino e il greco insegnati come lingue vive per far entrare gli allievi nella carne dei nostri antecedenti culturali; attività d’ogni genere dai convegni ai seminari, dai corsi a distanza alle rassegne di cinema e teatro connessi al mondo classico. Evidente il principio di fondo: per ridar vita tra le nuove generazioni agli studi umanistici, mostrandone la centralità in un’idea unitaria e a tutto campo del sapere, occorre tirar fuori la vita che risiede al loro interno, con tutte le correlazioni che avvicinano il terreno delle discipline umanistiche ai territori delle scienze fisico-logico-matematiche. I due incontri di sabato 8 e di domenica 9 novembre sono pubblici. Saranno conclusi da spettacoli teatrali in latino e in greco e dal concerto del gruppo Tyrtarion che esegue carmi latini messi in musica all’uso rinascimentale. L’ingresso è libero ad esaurimento posti, previa prenotazione sul sito dell’accademia Vivarium Novum.

Redazione

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