Categories: Friuli Venezia Giulia

Se il colore dovesse prendere forma

Momentaneamente lo spettacolo venne sospeso, calò giù il sipario e noi, io compreso, marionette sospese a fili invisibili venimmo messi a terra in un angolo del palcoscenico, afflosciate come vele senza vento.

Con gli occhi fissi al centro dello stesso orizzonte,smarrite in quel silenzio, avemmo tutto il tempo di pensare e udire il frastuono degli applausi, del frusciare del sipario aprendosi e chiudendosi;

di sentire l’alito e il respirar lento di mangiafuoco chinato a render onore alle nostre esibizioni; quale misura triste, quale solitudine in quelle mani che stringevano a pugno chiuso i fili della nostra vita, della mia vita. Ricordai la notte prima navigavo a pieno vento in un mare tanto diverso sulle ali della libertà; per la prima volta mi ero sentito quasi umano e piansi. Avevo cominciato a pensare, ad immaginare, a parlare a squarcia gola, a sognare; piansi a veder le mie mani immergersi nell’acqua senza paura, piansi per il mare in faccia.

Quanto è stato bello sentirmi e pensare, essere “umano”…. E cominciai a scrivere poesie, per raccontare il mondo che avevo visto dalla profondità degli occhi miei tondi e statici; raccontai i miei sogni a quel silenzio pari al respiro del mondo.

Ma ora in questo angolo buio di tristezze, di grigiore, non c’è vita, non ci sono sogni né ricordi. Fisso un lampo lontano che richiamò l’attenzione di noi marionette, attratte come falene rivolgemmo lo sguardo; non era un faro, ma una lama lucida e affilata, grondante di sangue, di altre marionette sgozzate.

Era la realtà del buio.

Mentre s’udivano proclami e inni, la fredda realtà di un mondo appena dietro il sipario, noi pensammo che forse la nostra unica salvezza da quel grigiore era di partire, mettersi in viaggio alla ricerca di un’anima che potesse darci quella vita che Mangiafuoco ci aveva tolto, di riprenderci i nostri sogni, i nostri ricordi e volare sulle ali della libertà.

Sogni e poesia, ricordi e vita, tutto d’un fiato recitammo come un padre nostro, una coniugazione mentale, che ci fece alzare la testa, e mani, mani che tagliarono i fili invisibili dell’ipocrisia, dell’ignoranza, delle guerre, della stupidità! Umani in una notte, col calore del sangue nelle vene, con occhi che avevano ricevuto altre visioni di altri orizzonti. Andammo via da quel terrore, dalla quotidianità sanguinaria che come il Minotauro ogni giorno si nutriva esigendo e mietendo nuove vite.

Redazione

Recent Posts

Il nuovo Rodolfo Valentino del terzo millennio Fabio Mancini simbolo di bellezza per celebrare il mito a Roma

Roma - Il celebre supermodello internazionale Fabio Mancini, volto iconico della maison Giorgio Armani, filantropo…

4 ore ago

Crotone tra i comuni ricicloni 2026: riconoscimento nazionale per la gestione virtuale dei rifiuti

Crotone una città i cui abitanti stanno dimostrando la giustizia attenzione nello smaltimento dei rifiuti.…

5 ore ago

I diplomi AFAM diventano lauree: svolta storica annunciata dal Ministro Anna Maria Bernini

I diplomi accademici rilasciati dalle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) saranno riconosciuti…

11 ore ago

Italia culturale: l’incapacità cronica di trasformare gli eventi in valore pubblico

Tra investimenti istituzionali, grandi manifestazioni e potenziale mediatico sempre più alto, il sistema culturale italiano…

11 ore ago

Scegliere infissi in PVC di alta qualità significa risparmiare energia e ridurre i costi in bolletta

Negli ultimi anni l'efficienza energetica è diventata uno degli aspetti più importanti nella progettazione e…

12 ore ago

Terni, violento nubifragio all’alba: automobilista soccorso nel sottopassaggio allagato di Borgo Rivo

Un violento nubifragio si è abbattuto poco prima delle ore 8 sulla zona di Borgo…

12 ore ago