Si diceva del Foro di Augusto ma Storaro ne rivestirà altri due con le emissioni luminose dei suoi led: quello di Nerva – l’imperatore della transizione – e quello di Traiano – il princeps della massima espansione –. E sempre in chiave simbolica e narrante: per Nerva, quiete lunare foriera di mutamenti; per Traiano la colonna che fa da calamita, chiamando a sé e rilanciando luce dinamica, mossa, gravida di echi militari.
Fori Imperiali: un posto così non si può lasciare al buio. Lo ha detto il sindaco Ignazio Marino, lo conferma il dato storico: i tempi di Goethe e del suo Viaggio in Italia, quando per svegliare le emozioni bastava la luna, sono lontani. Oggi un’area archeologica come i Fori, al calar della sera, ha bisogno di luce sapiente per venir contemplata come merita. E questa sarà luce “elegante e sapiente”, ha sottolineato il Sindaco. Rispettosa delle antiche vestigia, in grado di metterne in moto l’intrinseca capacità di racconto. Mai come in questo caso lux anima rerum.
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