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Rinnovo Consiglio Regione Calabria. La nuova legge elettorale discrimina le province più piccole

Usando un’affermazione comune a proposito della nuova legge elettorale, approvata recentemente dal Consiglio regionale con il voto contrario delle opposizione, si potrebbe affermare: pesce grosso mangia pesce piccolo. Le tre macro aree regionale (Cosenza, Reggio Calabria, Catanzaro) che inglobano i territori un tempo appartenenti a queste province la faranno da padrone nei confronti delle ex Province di Crotone e Vibo Valentia potendo contare su un ampio numero di votanti. Cosa rappresenta nel dettaglio la nuova legge elettorale lo dichiara il Consigliere regionale Emilio De Masi: “Il Consiglio regionale di giovedì 11 settembre rischia di rappresentare l’epilogo mediocre e beffardo di una legislatura fiaccata nel suo mandato democratico da un’azione, si fa per dire, di governo tutta informata alle più consulte logiche politiche”. E’ quanto scrive in una nota stampa il consigliere regionale Emilio De Masi. “A parte le inusitate intemperanze del Presidente del Consiglio circa atti presentati dall’opposizione, nel merito del punto saliente della seduta – si legge – ovvero il recedimento delle osservazioni del governo alla nuova legge elettorale, sono state codificate da parte della maggioranza misure che, per un verso, potrebbero preludere a nuove impugnative del governo centrale, e per l’altro sanciscono definitivamente una inammissibile discriminazione delle province più piccole per una loro certa rappresentanza regionale”. “Nel corso dell’estenuante Conferenza dei capi gruppo precisa De Masi -, personalmente ho insistentemente proposto di ripristinare nella sua integralità la vecchia normativa elettorale: ciò avrebbe onorato i rilievi del governo ed allo stesso tempo avrebbe garantito a Crotone e Vibo una propria facoltà di scelta dei rappresentanti regionali. Esigenza tanto più cruciale per i piccoli territori a seguito della riduzione del numero dei consiglieri da 50 a 30. Come ho ribadito nell’intervento in Aula, siamo in presenza di una autentica penalizzazione democratica di due aree che, anche a causa della rimodulazione istituzionale delle Province, rischiano di dover rinunciare a presidii di governo più direttamente sensibili alle proprie istanze di carattere economico e sociale”. “Dunque non è, questa posizione – continua il consigliere -, l’agitazione di un capriccio campanilistico, ma esattamente la riaffermazione di una forte preoccupazione per il potenziale indebolimento democratico di Crotone. Il consigliere Francesco Sulla non ha mancato con energia, di confortare la mia richiesta proponendo a sua volta il ripristino della precedente legge elettorale”. “Trovo singolare – conclude De Masi – e comunque inspiegabile il silenzio degli altri rappresentanti crotonesi in seno all’assise regionale: una volta tanto, per via del valore della nostra richiesta, avrebbero potuto sopraffare il sentimento di appartenenza politica con quello dell’appartenenza territoriale. L’andamento complessivo della legislatura che si avvia finalmente al suo crepuscolo, descrive con severa inappuntabilità di esperienze e fatti istituzionali che la provincia di Crotone, fregiandosi di cinque rappresentanti e di una robusta delegazione in Giunta, non è stata in grado di conferire al corso del suo destino una qualche significativa inversione. E’ del tutto agevole la deduzione che laddove, come ormai certo, i rappresentanti regionali del territorio si ridurranno consistentemente o peggio svaniranno, per la costruzione di un futuro da troppo auspicato occorrerà avvalersi di una qualche casualità ricca di misericordia e di provvidenza”.

Redazione

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