L’ucraina ha urlato a più non posso nel tentativo risultato vano di sfuggire all’assassino. Le sue richieste di aiuto sono state sentite dagli abitanti della villa adiacente. Quando sono arrivati gli agenti i vicini hanno dovuto dargli due scale per superare il muro di cinta perché non rispondeva nessuno. La Squadra mobile ha accertato che né l’assassino né la vittima avevano i documenti.
Il medico legale Silvestro Mauriello ha confermato che “si è trattato di un delitto molto efferato”. Secondo le prime ricostruzioni l’uomo sarebbe stato ospite già da un paio di mesi dei proprietari della casa, in cui avrebbe continuato a risiedere anche dopo la partenza della famiglia per le vacanze.
Dopo il delitto avrebbe anche cercato di fare a pezzi il cadavere, forse per poi nasconderlo o trasportarlo più facilmente. Tra l’assassino italiano e la domestica ucraina uccisa non ci sarebbe alcun rapporto pregresso. Né ci sarebbero state da parte della donna denunce per stalking, minacce o altro.
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