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Milano, Takashi Murakami – Il ciclo di Arhat

Arriva a Milano Takashi Murakami, il grande artista apprezzato in tutto il mondo per la capacità di far convivere nelle sue opere cultura pop e tradizione giapponese, iconografia manga e buddhista, promuovendo il suo lavoro artistico anche attraverso un’attività commerciale di massa. Dal 24 luglio al 7 settembre la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale ospita la mostra ‘Takashi Murakami – Il ciclo di Arhat’. Il Comune di Milano è la prima istituzione pubblica italiana a presentare in una delle sue sedi un’esposizione di pittura e scultura di grandi dimensioni dell’artista giapponese di fama internazionale.

Dopo l’ampia mostra itinerante © MURAKAMI e la grande retrospettiva realizzata nei fastosi saloni della Reggia di Versailles,quella di Milano è una proposta inedita, che indaga le rinnovate modalità di pittura utilizzate dall’artista negli ultimi due anni e propone tecniche e stili sviluppati dall’artista a partire da ‘Ego’, la grande rassegna del 2012 tenutasi all’ Al Riwaq Hall di Doha nel Qatar.

“Una mostra eccezionale, – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – che è allestita in un luogo speciale della nostra città. La Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, la cui storia, dall’epoca dei balli sfarzosi delle corti europee ai tragici bombardamenti della seconda guerra mondiale, è un simbolo in perfetta sintonia con le opere di Murakami, testimonianza della vita e del suo ritmo, che può essere al tempo stesso tragico e meraviglioso. Siamo orgogliosi di essere la prima amministrazione italiana ad ospitare Murakami in una sala pubblica. La sua mostra – ha spiegato Del Corno – è un regalo a sorpresa che abbiamo voluto fare ai milanesi e ai visitatori che saranno in città nei mesi estivi, insieme con un altro dono straordinario: la prima europea in esclusiva del film ‘ Jellyfish Eyes’, il primo lungometraggio dell’artista”.

Nella mostra emerge con forza l’abilità dell’autore di fondere riferimenti storici, contemporanei e fantascientifici in una moltitudine di stili, metodologie, forme e tecniche che sono divenute nel tempo una sorta di marchio stilistico di un artista tra i più celebrati del nostro tempo.

All’ingresso della mostra i visitatori sono accolti dagli argentei riflessi di luce della scultura ‘Oval Buddha Silver’ (2008), capolavoro di tecnica sia per gli attraenti minuziosi dettagli, sia per l’imponente quanto inquietante presenza. Il percorso espositivo prosegue con la presentazione di tre ‘Arhat’ di grande formato, tra i 5 e i 10 metri di lunghezza, pensati in risposta al recente grande terremoto in Giappone nel 2011. Il termine ‘Arhat’ deriva dal sanscrito e significa ‘essere che ha raggiunto l’illuminazione’. La fonte delle immagini rappresentate in questi dipinti è un antico racconto che narra le vicende dei monaci Buddisti che affrontano il declino e la morte, in cui mostri demoniaci e monaci decrepiti in tonache e paramenti tradizionali vagano percorrendo paesaggi psichedelici. Un legame forte con la splendida Sala delle Cariatidi, un tempo sala da ballo poi gravemente danneggiata dai bombardamenti: questo gioiello architettonico oggi rivive grazie ad interventi di restauro che, tuttavia, hanno lasciato volutamente visibili le ferite e le cicatrici provocate dal tragico evento.

In mostra è, inoltre, esposta una selezione di autoritratti dipinti dell’artista, che giocosamente rappresentano la continua ricerca che Murakami ha condotto sulla propria immagine e sulla percezione perennemente mutevole del proprio posto nell’universo. Infine, una terza serie di dipinti, appositamente realizzati per l’esposizione, ritrae una costellazione di teschi che – quasi come in una cascata – si sovrappongono l’uno con l’altro, fondendosi insieme: colori e forme psichedeliche si pongono così in definitivo contrasto con l’aspetto macabro del soggetto. In concomitanza con l’esposizione, mercoledì 23 luglio alle ore 18 e giovedì 24 luglio alle ore 20, presso l’Apollo spazioCinema, in Galleria De Cristoforis 3 , sarà presentata l’anteprima Italiana di ‘Jellyfish Eyes’, il primo lungometraggio live-action di Murakami. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. La proiezione è nella versione originale in giapponese, sottotitolata in inglese. Il film, realizzato nel corso di questi ultimi dieci anni, utilizza sia l’azione dal vero che immagini generate al computer (CGI) proponendo un racconto sull’adolescenza nel Giappone contemporaneo di un ragazzo che confronta il proprio passato con il proprio futuro post – Fukushima. La mostra, curata da Francesco Bonami, è promossa e prodotta dall’assessorato alla Cultura e Palazzo Reale.

www.comune.milano.it/palazzoreale

www.jellyfisheyesthemovie.com #murakaMI Orari:

  • lunedì 14:30 – 19:30;
  • martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9:30 – 19:30;
  • giovedì e sabato 9.30 – 22:30.

Aperto il 15 agosto. La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura della mostra.

Biglietti:

  • intero 5 euro;
  • ridotto 3 euro.
Redazione

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