Terrorizzati dalle minacce, esasperati dalle continue richieste. E la minaccia riferita ai propri cari: “Sappiamo dove vanno a scuola i vostri nipotini”. I titolari di un bar-pizzeria del quartiere Adriano hanno trovato la forza di chiamare la polizia locale. La segnalazione fa scattare l’indagine. A inizio maggio, il primo arresto, in flagranza. In carcere è finito Ettore Ciarelli, nomade italiano classe ’81, pregiudicato per reati contro il patrimonio. Alla consegna dei soldi, fotocopiati per la trappola, fuori dal campo nomadi di via Bonfadini, c’erano gli agenti ad attenderlo. La stessa sorte è toccata poco dopo al fratello Vincenzo, ai fratelli Antonino e Valentina Trippodo, moglie di Vincenzo finita ai domiciliari, e a Salvatore Vattiato. La famiglia taglieggiata (padre, madre, due figli, nuora e due nipotini) era costretta ad accontentare le richieste degli estorsori. I gestori dell’esercizio commerciale hanno dovuto chiedere prestiti, vendere l’auto di proprietà e comprare cocaina per conto dei Ciarelli.
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