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Aggredita e minacciata a Palermo l’imprenditrice lombarda Monica Maimone

Una macchia pesantissima sul capoluogo siciliano. Aggredita e minacciata Monica Maimone, nota imprenditrice di Varese, incaricata di organizzare il Festino di Santa Rosalia, in programma il prossimo 14 luglio. La donna è stata aggredita e minacciata da due uomini, vicino al suo albergo di corso Vittorio Emanuele. Alla donna, 69 anni, il Cosp, riunito d’urgenza il giorno dopo l’aggressione, ha assegnato una tutela.

La vittima (ndr nella foto tratta da studio festi), titolare della ditta che ha vinto quest’anno l’appalto per la organizzazione del festino con la società Mymoon, ha raccontato di essere stata avvicinata da due persone che l’avrebbero chiamata per nome e le avrebbero detto di lasciare Palermo, poi l’avrebbero spinta e fatta cadere per terra. Il giorno dopo l’imprenditrice ha denunciato l’aggressione.

“L’incontro fuori dall’albergo è stato casuale – ha raccontato -, nessuno sapeva che sarei uscita dal mio albergo per prendere un gelato a mezzanotte. Non penso che i due uomini ben vestiti e uno con un Rolex addosso mi stessero aspettando. Mi sono sentita chiamare per nome, mi sono avvicinata. Erano corpulenti e ben vestiti. Uno aveva i capelli castani brizzolati. L’uomo più alto mi ha detto che dovevo lasciare Palermo, che io con il Festino non c’entravo nulla. Il Festino doveva restare ai palermitani. Io gli ho risposto con una parolaccia e lui mi ha spinto per terra, e l’altro che non ha detto nulla, mi ha dato un calcio. Come ho detto alla Polizia i due non li conoscevo, loro evidentemente mi conoscevano bene. L’unico che ha parlato mi ha detto in siciliano che me ne dovevo andare e che io con il Festino non c’entravo nulla”.

La Maimone aveva già collaborato in passato col Comune, organizzando tre edizioni del Festino di Santa Rosalia, dal 1995 al ’97. “E’ stata una vigliaccata – tuona il sindaco Leoluca Orlando -. Il Comune si costituirà parte civile una volta individuati i responsabili del gesto criminale, un gesto di volgare mafiosità che mortifica la legalità e lo sviluppo nella nostra città”.

Adesso la speranza dell’imprenditrice è che questa storia non oscuri il 390° Festino. “Ho una scorta simpaticissima. La metà della mia vita la passo a San Paolo in Brasile, anche lì ho la scorta, per altri motivi, mi occupo di narcotraffico. Non c’è nulla che mi possa spaventare. E poi vorrei sottolineare che le maestranze che stanno lavorando alla manifestazione sono tutte palermitane. L’unica, che fino a un certo punto, non c’entro nulla sono io. Ma vado avanti”.

Redazione

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