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Vicenza, Consulta per le politiche di genere domande entro il 5 settembre

Il consiglio comunale di Vicenza ha istituito la Consulta per le politiche di genere, organo consultivo e di proposta della sesta commissione consiliare Diritti e pari opportunità. Vi possono far parte, oltre al consigliere comunale delegato per le pari opportunità con funzioni di presidente, associazioni con finalità ed attività su tematiche relative alla parità di genere, senza scopo di lucro, attive nel territorio comunale da almeno due anni e registrate presso l’ufficio comunale per le pari opportunità, che non facciano parte di partiti o movimenti politici; le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative presenti nel territorio; le categorie economiche nell’ambito dell’industria, artigianato, commercio e agricoltura; gli ordini professionali presenti a Vicenza che hanno costituito un proprio organismo per le pari opportunità. Ogni associazione o organizzazione può partecipare alla Consulta con un proprio delegato che non percepisce alcun compenso per l’attività svolta. Per chiedere di partecipare alla Consulta il presidente deve presentare domanda entro le 12 di venerdì 5 settembre, compilando la scheda pubblicata nella sezione Altre gare e avvisi, recapitandola a Comune di Vicenza – Ufficio Pari Opportunità, corso Palladio, 98 – 36100 Vicenza, a mano o a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o via e-mail all’indirizzo pariopp@comune.vicenza.it. Compito della Consulta è favorire la conoscenza della normativa e delle politiche di genere; dare espressione alla cultura delle differenze di genere e valore alle esperienze sociali, culturali e professionali delle donne, attraverso funzioni di sostegno, confronto, consultazione, progettazione e proposta nei confronti della commissione consiliare Diritti e pari opportunità. La Consulta, inoltre, esprime pareri sulle deliberazioni dell’amministrazione comunale in tema di parità e politiche di genere e opera per l’attuazione di azioni positive finalizzate a rimuovere gli ostacoli che costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne, per valorizzare le differenze di genere e per riequilibrare la rappresentanza tra donna e uomo, in tutti i luoghi della decisione presenti sul territorio. Esercita le sue funzioni in piena autonomia per costruire una salda rete di rapporti con le donne del territorio, con le realtà associative di vario genere esistenti ed attive, con amministratori e consiglieri comunali e con le donne elette nelle istituzioni. La Consulta rimane in carica per la durata del mandato amministrativo e, comunque, fino al rinnovo dell’organismo.

Redazione

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