Carissime e carissimi, oggi siamo alla vigilia dello sciopero indetto dai sindacati. Uno sciopero che nasce dalla paura di tagli nei vostri stipendi. L’ho detto dall’inizio: i salari non si toccano. Il MEF diversi anni fa aveva già avvertito il nostro Comune (come altri centinaia in Italia) dell’illegittimità dei criteri per il pagamento del salario accessorio, e aveva chiesto ai vari comuni di porre rimedio. Ebbene, quel dossier, non a caso fu preso, e dimenticato in un cassetto. Pensando che poi sarebbe stato qualcun altro a dover risolvere il problema. Ed eccomi qui.
Non vogliamo toccare lo stipendio né le ore di lavoro. Ma la macchina amministrativa va riorganizzata, per migliorare la qualità del lavoro e dei servizi. Questa è la proposta che abbiamo fatto ai rappresentanti sindacali: penso sia ragionevole per tutti. Ho deciso quindi di mettere nero su bianco ancora una volta il mio punto di vista, perché credo profondamente nel dialogo e nel confronto.
Scioperare è un diritto costituzionale che non smetterò mai di tutelare. La libertà di sciopero è garanzia democratica. In questo momento sono il vostro interlocutore, l’istituzione che deve e vuole risolvere i vostri problemi e quelle dei cittadini che domani, inevitabilmente, subiranno dei disservizi.
Quando il ministero dell’Economia mi ha chiesto di eliminare il salario accessorio, ho risposto di no e ho messo le risorse in bilancio; si è detto che non avremmo pagato le indennità, già dal mese di maggio: le abbiamo regolarmente pagate. Per me non è accettabile far scivolare intere famiglie sotto la soglia di povertà. Per questo sto lavorando, all’interno della legalità, per individuare nuovi modi per ridefinirlo, legandolo a un miglioramento concreto dei servizi resi ai cittadini. Per il bene dei dipendenti e dei romani tutti. Dalla lettera che inviai a tutti voi lo scorso 13 maggio, insomma, il mio impegno è rimasto immutato. Ora serve un confronto aperto e leale. La nostra città e tutti i dipendenti di Roma Capitale hanno bisogno di riposte certe in tempi certi. E’ anche così che si dà corpo al cambiamento. Continuo a crederci, continuo a lavorare per voi e con voi per questo obiettivo.
Ignazio Marino
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