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Genova, il mare come antidoto al disagio giovanile

“La forza di questo progetto, ha detto il presidente del Medio Levante, Alessandro Morgante, nel corso della conferenza stampa di presentazione presso il Centro Dario Schenone in Corso Italia, è che parte dal basso, vede coinvolti 5 Municipi, 9 associazioni “di mare”, 5 centri servizi minori e famiglie e 17 strutture socioeducative, che hanno portato al coinvolgimento 120 minori dai 6 ai 17 anni. Nasce, ha continuato Morgante, pensando che il mare le attività e gli sport ad esso collegati possano influire positivamente sui ragazzi che vivono le difficoltà della crescita, a volte appesantite da situazioni familiari e sociali problematiche”. “Cercando Calypso 2013-2014”, ha concluso il presidente del Municipio Medio Levante,  sperimenta un’esperienza di crescita personale e collettiva di sport ed educazione, mettendo alla prova i ragazzi che imparano a fare squadra con uscite in mare in barca a vela”. L’iniziativa è seguita costantemente da educatori, tecnici e volontari, per permettere un servizio sempre crescente nel tentativo di ampliare l’offerta e l’utenza dei nostri giovani “marinai”. Molte le società e gli enti coinvolti nel progetto: Centro Velico Interforze di Genova Prà, Lega Navale Italiana di Sestri Ponente, Lega Navale di Genova Centro, Circolo Nautico Il Madraccio, Circolo Nautico Ilva, Non Solo Vela Onlus, Associazione Matti Per la Vela, Associazione Tetragonauti Onlus, U.S. Quarto ASD. Dare a dei ragazzi con problematiche profonde di aggressività l’opportunità di vivere il senso di disciplina, il senso del pericolo, della comunità, può segnare positivamente il loro percorso di recupero. Nello spazio ridotto di una imbarcazione il ragazzo riesce a riagganciare il rapporto spesso smarrito e compromesso con l’adulto, diminuendo il conflitto e facendo rinascere relazioni ed emozioni che solo la vita in barca può offrire. L’assessore alle politiche sociali Emanuela Fracassi ha detto che: “Comandare una barca è una delle esperienze più difficili della vita. Si deve tenere la rotta, possedere una competenza tecnica, essere dotati di una visione di insieme, per gestire relazioni conflittuali e situazioni improvvise che si possono presentare nel corso della navigazione. Per questo il mare è un’esperienza unica, educativa e di crescita della personalità, un percorso unico per fare uscire i nostri ragazzi dalle difficoltà adolescenziali e diventare adulti responsabili”.

Redazione

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