Le “misure restrittive sul settore delle agroenergie del decreto competitività vanno soppresse o comunque radicalmente riviste, perché compromettono l’attività di produzione energetica e coinvolgono pesantemente anche quelle agricola e zootecnica a cui sono connesse”. A sostenerlo, in un comunicato, è la Confederazione italiana agricoltori (Cia) della Basilicata, secondo la quale “la tassazione su base imponibile del 25 per cento già a partire dal periodo d’imposta 2014 penalizza irrimediabilmente gran parte della green economy agricola, pregiudicando la sopravvivenza delle iniziative in essere su fotovoltaico, biomasse e biogas”, ma anche “vanificando le prospettive future di sviluppo di energia termica da biomasse e del biometano da parte delle imprese agricole”. Per la Cia, in realtà, “le attività di produzione di energia elettrica da biomasse agricole e forestali dovrebbero essere meglio incentivate e i sostegni previsti sapientemente governati, attraverso la definizione del Piano regionale di agroenergia, secondo la semplice proposta da attuare, di un mini impianto solare o di un mini impianto eolico in ogni azienda”.
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