Da domani all’11 maggio il teatro Argentina alza il sipario su Il ratto d’Europa, una drammaturgia collettiva sul significato di essere e sentirsi cittadini europei. Il progetto multiculturale, ideato e diretto da Claudio Longhi, è una coproduzione Teatro di Roma e Ert-Emilia Romagna Teatro Fondazione e da due anni coinvolge l’intera città di Roma.
Alla stesura della sceneggiatura hanno partecipato circa 100 realtà tra scuole, biblioteche, università, gruppi musicali, associazioni culturali, case protette, mondo dell’impresa, gruppi sportivi.
Un racconto teatrale – montato con i risultati di incontri, concorsi fotografici, istallazioni artistiche, 3 atélier drammaturgici per circa 600 partecipanti non professionisti di tutte le età e oltre 40 laboratori – a pochi mesi dall’inizio del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea ci narra la storia del nostro continente, il suo presente politico, economico e culturale, i suoi confini ancora imprecisi.
Si parte dal mito del rapimento della bella Europa, terra-fanciulla rapita e portata a Creta da Zeus sotto forma di toro, prima grande storia di emigrazione violenta, per arrivare ai nostri giorni, alla guerra degli spread. Nella consapevolezza che l’Europa avrà un’identità concreta e presente nella quotidianità di tutti solo se si realizza, insieme all’unione economico-finanziaria, quella culturale ed antropologica dei suoi cittadini.
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