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Attraversare la memoria venerdì 25 aprile biciclettata resistente

Tra le celebrazioni in programma per il 25 aprile, 69° anniversario della Liberazione, merita un capitolo a parte la Biciclettata resistente attraverso i luoghi della memoria.

Un evento proposto dall’ANPI, in collaborazione con la FIAB, che rientra nel più vasto progetto Via Libera, di un “museo diffuso della memoria”, che sarà presentato il prossimo 2 settembre, in occasione del 70° anniversario della Liberazione della città.

La pedalata partirà alle 9.30 da Piazza Sant’Antonio e farà tappa presso alcuni luoghi simbolici della città,ecco il percorso:

ore  9.30 partenza da Piazza Sant’Antonio Polizia di Stato via S. Francesco – sul luogo dove fu fucilato Elvezio Cerboni;

Piazza dei Cavalieri – dove furono uccisi Vinicio Biagini “Il Sardo” e Giovanni Barsotti;

Ex-Marzotto, via Buonarroti, dove fu ucciso Gino Cioni;

Via Sant’Andrea – Casa di Pardo Roques; Pardo Roques, il “Parnàs” (presidente) della locale comunità ebraica, il primo agosto 1944, nella sua casa di Via S. Andrea venne assassinato assieme ad altre 11 persone che si trovavano con lui >>> Per saperne di più

Via Livia Gereschi,  San Biagio – presso la Casina Rossa dove furono uccise 23 persone; Erano circa le undici del 2 agosto 1944 quando undici civili vengono massacrati all’interno della canonica di San Biagio, che immediatamente dopo viene data alle fiamme; circa tre ore dopo altre dodici persone vengono trucidate all’interno di un’abitazione di via San Biagio anch’essa subito incendiata dopo il massacro.

San Michele, Via Moranti – sul luogo dove fu ucciso Giulio Moranti;

Porta S.Zeno – dove fu ucciso Agenore Rocchi;

Via S.Maria – sul luogo dove fu ucciso Mario Siri;

Oratoio – dove fu ucciso Renello Gemignani;

Campo dell’Abetone, via Pisano – dove furono uccisi Remo Bertoncini e Alberto Dani Alberto Dani e Remo Bertoncini erano due giovani rispettivamente originari di Santa Croce sull’Arno e di Castelfranco di Sotto, che all’alba del 25 marzo 1944 vennero fucilati per mano dei nazi-fascisti per non aver risposto alla chiamata alle armi da parte della Repubblica Sociale Italiana.

Redazione

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