Le domande, debitamente compilate, devono poi essere consegnate unicamente presso gli stessi Municipi, nelle sedi e negli orari precisati all’interno dell’avviso. Requisiti, termini, condizioni e modalità di partecipazione, nonché i criteri adottati per l’assegnazione del contributo sono invece contenuti all’interno dell’allegato A del medesimo avviso pubblico.
Non saranno ammesse le domande consegnate oltre i termini di scadenza, quelle incomplete o irregolari, oppure non redatte nel modulo richiesto. L’amministrazione capitolina verificherà la veridicità di quanto dichiarato, anche avvalendosi della collaborazione della Guardia di Finanza per gli accertamenti d’obbligo.
Il contributo è riservato a chi risiede ed è domiciliato (e anche a chi è solo domiciliato) in un immobile danneggiato dagli eventi alluvionali e possieda un indicatore ISEE non superiore ai 30.000 euro.
Il diritto ai contributi è riconosciuto alle famiglie che risiedono nelle zone colpite, secondo una lista di vie compilata grazie alle segnalazioni della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Polizia Locale di Roma Capitale e dei tecnici dell’amministrazione capitolina.
Dopo la presentazione delle domande il Gabinetto del Sindaco compilerà la graduatoria su base cittadina, fino a esaurimento finale dello stanziamento concesso. In caso di parità, varrà la presenza in famiglia di ultrasessantacinquenni e, in seconda battuta, l’ordine di presentazione delle domande.
Il contributo non è un risarcimento del danno, che avverrà successivamente con procedure diverse. Si tratta semplicemente di un aiuto a ‘ripartire’, di una spinta a ‘ricominciare’, dopo il duro colpo inferto dall’alluvione. Una somma che consentirà di risalire la china dell’emergenza, secondo i principi di solidarietà e di cura comunitaria. I tempi saranno i più brevi possibili e l’erogazione della somma sarà a cura dei Municipi.
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