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Consorzio Acm, Fismic chiede accordo per garantire lavoratori

Fismic Basilicata e Fismic nazionale, in una nota, chiedono “che il Consorzio Acm si faccia promotore di una serie di incontri in tempi brevi con le organizzazioni sindacali rappresentative nelle Aziende del Consorzio, finalizzati ad uniformare le condizioni di lavoro, quelle retributive e normative a quelle dei lavoratori della Sata”. I sindacati ritengono “che in tutto il comprensorio, che è un tutt’uno con Sata, ci possano e ci debbano essere condizioni contrattuali omogenee”. La Fismic ritiene che “la presenza di un forte comparto di aziende del settore della componentistica automotive a fianco dello stabilimento Sata di Melfi ha da sempre rappresentato uno dei punti di forza della presenza del più grande complesso industriale del Mezzogiorno ed ha fortemente contribuito (insieme all’estrazione dei prodotti energetici) a fare della Basilicata la regione italiana col più alto tasso di crescita del Pil per abitante del nostro Paese, fin dal primo insediamento che risale ad oltre 20 anni fa. Questo anello fondamentale del sistema Sata – è scritto nella nota del sindacato – si trova di fronte ad un momento cruciale: infatti la Sata è impegnata oggi in uno sforzo eccezionale di ristrutturazione che vede investimenti per oltre un miliardo di euro per produrre entro l’estate il Suv di marchio Jeep, al quale seguirà la 500X entro l’anno, e circa 70 milioni di euro investiti dalle aziende dell’indotto. Si tratta di un profondo cambiamento tecnologico dello stabilimento lucano, al quale stanno provvedendo centinaia e centinaia di tecnici delle ditte fornitrici degli impianti e sul quale molto presto torneranno a lavorare con continuità gli oltre cinquemila dipendenti Fiat ed i quasi tremila del sistema di componentistica automotive. Il cambiamento non riguarderà solo gli impianti, ma soprattutto – dice il sindacato – si procederà fin dalle prossime settimane ad un cambiamento organizzativo che sarà accompagnato da uno sforzo formativo che metterà nuovamente lo stabilimento di S. Nicola in linea con i migliori standard mondiali di efficienza e produttività. Tutto questo sarà reso possibile anche e soprattutto dal sistema contrattuale previsto e realizzato grazie agli sforzi dei sindacati partecipativi, Fismic in testa. Gli accordi sindacali esistenti hanno consentito finora la salvaguardia dei livelli occupazionali grazie anche all’utilizzo degli ammortizzatori sociali, fermo restanti talune situazioni di crisi aziendali. Ma la situazione attuale richiede un nuovo, diverso e più dinamico accordo contrattuale che garantisca il futuro di tutti i lavoratori delle aziende consorziate in Acm”.

Redazione

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