Una nigeriana costringeva la propria figlia minorenne ad avere rapporti sessuali con un imprenditore abruzzese residente ad Ascoli. La straniera è stata condannata a sei anni di carcere. Quattro anni invece all’uomo che avrebbe avuto rapporti sessuali con la minore. I due, processati dal gup del Tribunale di Ancona, furono arrestati il 5 agosto 2013. L’accusa per la mamma, in regola con il permesso di soggiorno, è di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile aggravati dal rapporto di parentela. All’anziano si contesta invece il reato di atti sessuali su minore in concorso con la madre.
Un primo episodio sarebbe avvenuto a luglio 2013, in cambio di cinque mila euro, senza però andare “a buon fine”. Il 5 agosto i Carabinieri, dopo la denuncia della minorenne, sono intervenuti in flagranza di reato dopo aver pedinato la ragazzina, la madre e l’anziano. La ragazzina era stata portata negli uffici dell’azienda che l’anziano gestisce a Sant’Egidio alla Vibrata dove nel frattempo erano state piazzate telecamere. Quando l’uomo si è denudato i militari sono intervenuti arrestandolo. La donna è stata assolta per fatti simili risalenti al 2009.
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