“Sconcerto e ferma condanna” per l’atto vandalico avvenuto ieri a Pisa, dov’è stata sfregiata la statua in bronzo che raffigura Gian Paolo Gamerra, maggiore dell’esercito italiano trucidato dai nazisti insieme a nove dei suoi uomini per essersi rifiutato di consegnare loro mezzi e armi dopo l’armistizio. Ad esprimerla è l’assessore alla cultura della memoria della Regione Toscana, Cristina Scaletti.
“E’ triste trovarsi a commentare episodi di questo tipo – ha aggiunto -, noi però non abbassiamo la guardia e vogliamo stigmatizzare con forza questo brutto episodio, frutto del vandalismo più bieco. Compiere un gesto del genere significa ignorare colpetamente la storia e cosa significarono il nazifascismo e la guerra. Ci auguriamo che i responsabili vengano individuati, per quanto ci riguarda continueremo a coltivare con immutata tenacia la cultura della memoria come vaccino contro rigurgiti inaccettabili”.
La statua del maggiore medaglia d’oro al valor militare ucciso il 9 settembre 1943, il giorno dopo l’armistizio, si trovava davanti al cimitero di Riglione, alla periferia di Pisa, è stata trovata dai vigili urbani semisommersa in un fosso nelle vicinanze.
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