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Taranto, il sessantenne Natale Diofebo accoltella il figlio Vito

L’autore del ferimento è un uomo di 64 anni con precedenti per reati contro il patrimonio. Natale Diofebo ha colpito all’addome e al torace suo figlio Vito, 30 anni, con il quale aveva trascorso la serata in un circolo ricreativo. Entrambi erano in uno stato di ebbrezza. Il ferito, trovato riverso per terra all’angolo tra via Minniti e via Mazzini, è stato trasportato all’ospedale “Santissima Annunziata” e sottoposto ad intervento chirurgico. Suo padre è stato rintracciato dopo diverse ore all’interno di un ristorante, nei pressi dell’abitazione dello zio della vittima. Interrogato dal pm Lucia Isceri, l’uomo ha dichiarato di essere stato colpito da un raptus in un momento di nervosismo, ma senza descrivere l’accaduto. I filmati di alcuni sistemi di videosorveglianza avevano ritratto due sagome di cui una molto simile a quella del padre, ora accusato di tentativo di omicidio. Sono stazionarie le condizioni di Vito Diofebo, ricoverato nel reparto di rianimazione dopo essere stato accoltellato dal padre. Uno dei due fendenti inferti dall’aggressore ha sfiorato il cuore, per cui si è reso necessario un intervento chirurgico urgente. I carabinieri del Reparto operativo di Taranto, diretti dal tenente colonnello Giovanni Tamborrino, hanno arrestato per tentativo di omicidio Natale Diofebo, 64 anni, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo si è disfatto del coltello a serramanico che portava sempre con sè, secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori, e che ha utilizzato contro il figlio, con il quale aveva litigato. Gli inquirenti sospettano che il giovane volesse coprire il padre nonostante l’accaduto. Alcuni testimoni hanno riferito che quando padre e figlio sono usciti dal locale erano entrambi ubriachi. Al momento della cattura Natale Diofebo ha cercato di nascondersi nella cucina del ristorante in cui si era rifugiato. L’uomo poche ore prima si era recato in ospedale, ma il figlio nel vederlo aveva avuto un gesto di stizza. Particolare che non è sfuggito ad alcuni operatori sanitari del nosocomio.

Redazione

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