Secondo l’accusa i nove avrebbero contattato le prostitute attraverso un sito Internet. Poi avrebbero ottenuto regolari appuntamenti nelle case dove le “luccciole” ricevevano i clienti, spesso localizzate nella riviera jonica. Fingendosi esponenti delle forze dell’ordine avrebbero fatto irruzione negli appartamenti e razziato il possibile, portando via spesso un misero bottino. Dopo la rapina sarebbe partita la proposta di protezione in cambio di somme variabili dai 250 ai 500 euro per settimana.
In un caso, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, sarebbe scattata persino una violenza sessuale “punitiva” sotto la minaccia di una pistola.
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