Questo l’intervento delle consigliere di perUnaltracittà Ornella De Zordo e Adriana Alberici. “Non è possibile dimenticare – guardando i volti e apprendendo le storie dei senza casa di via del Romito, sgomberati con la forza questa mattina da un edificio abbandonato da anni – come la povertà coinvolga ormai un italiano su sei (con un reddito inferiore ai 640 euro al mese) e che più di un terzo dei giovani sotto i 25 anni è disoccupato, senza dimenticare coloro che il lavoro ce l’avevano e lo perdono a causa di un’assenza cronica di politiche industriali ed economiche all’altezza.
E invece, continua l’attacco delle istituzioni nei confronti dei più poveri della città, di chi è colpito da sfratto incolpevole, non ha mezzi di sostentamento e non può permettersi di pagare i cari affitti della città di Firenze. Il nuovo sgombero compiuto stamane in via del Romito sul gruppo di persone sfrattate dai loro alloggi d’origine e già sgomberato la settimana scorsa da via dei Servi, pone un problema a tutti coloro che vivono la Costituzione come punto cardinale della convivenza comune e fondamento della democrazia.
Il diritto alla casa, il diritto ad un’esistenza dignitosa, sono il cuore di ogni civiltà moderna. Oltre a stigmatizzare i comportamenti dell’amministrazione comunale e delle forze dell’ordine, celeri e pronti non appena si tratta di punire chi cerca un rifugio per vivere, serve una presa in carico del problema da parte di tutta la città, a partire dalla società civile che non può limitarsi solo a teorizzare e ragionare della difesa dei diritti di cittadinanza. Serve anche una maggiore pressione sulla politica istituzionale, con i partiti maistream che destinano energie alla propria sopravvivenza delegando alla legge del più forte la risoluzione dei conflitti sociali resi evidenti ed accresciuti a causa della crisi politica-sociale-economica che coinvolge il nostro Paese e la nostra città.
Il Movimento di lotta per la casa non può essere l’”assistente sociale” dei poveri. O il dominus fiorentino Matteo Renzi ferma un attimo la sua ambiziosa corsa a Sindaco d’Italia per affrontare i problemi più gravi della città – anche se non fanno acquisire voti nell’elettorato a cui sta guardando – o situazioni tragiche come quelle accadute nell’ultima settimana saranno all’ordine del giorno. Il Sindaco dovrebbe infatti sapere, nonostante la sua giovane età anagrafica, che i problemi non risolti, elusi nella sostanza, prima o poi esplodono. I poveri della città, vecchi e nuovi, presenti e futuri, attendono risposte adeguate. Non manganelli della polizia sui loro corpi e proposte inaccettabili da parte della giunta comunale che prevedono la separazione dei nuclei familiari e una limitata libertà personale.
Si diano risposte all’emergenza e le occupazioni cesseranno senz’altro”.
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