Riuscivano a vendere falsi in boutique di mezzo mondo (oltre all’Italia commerciavano anche con Corea, Cina, Svizzera, Inghilterra). E in molti casi le stesse case madri dei brand avevano avuto grosse difficoltà a stabilire se si trattava di originali o di falsi. E’ durata più di un anno l’indagine conclusa dalla Guardia di finanza di Padova che ha smantellato una rete di produttori e rivenditori di capi contraffatti. Jeckerson, Gucci, Prada, Dior, Hermes e altri marchi famosi replicati in tutti e per tutto identici agli originali e dotati in molti casi di certificati di originalità (rubati in alcuni magazzini italiani). Sequestrati circa 53.000 articoli recanti marchi contraffatti, per un valore commerciale di oltre 4 milioni di euro, nonché, a Prato, un intero opificio completo di tutti i macchinari utili alla realizzazione di borse false in pelle a marchio Chanel e Balenciaga.
A capo della filiera del falso c’erano due fratelli veneziani, Elia e Filippo Dori, rispettivamente di 45 e 48 anni. Agli arresti domiciliari anche la fidanzata di uno dei due, Maria Claudia Amiaesei, romena 27enne, e un artigiano fiorentino che si occupava della realizzazione dei capi contraffatti, Marco Alaia, 52enne.
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