Dalle 10 alle 19 nella Sala della Protomoteca sarà allestita la camera ardente per Arnoldo Foà, scomparso sabato all’età di 97 anni. La stessa Protomoteca ospiterà, dalle 16 alle 17, la cerimonia laica per l’ultimo saluto al grande protagonista dello spettacolo e della cultura italiana.
“Con la scomparsa di Arnoldo Foà tutti noi siamo più poveri” ha commentato il sindaco di Roma Ignazio Marino.
Nato a Ferrara, Foà aveva scelto Roma come città di adozione. Un rapporto forte che legava l’attore alla Capitale, e un amore ricambiato dalla città e dai romani. Nel 2006, in occasione del suo novantesimo compleanno, era stato accolto dall’allora sindaco di Roma Walter Veltroni e festeggiato insieme a tanti proprio in Campidoglio. Un gesto simbolico per uno dei più grandi personaggi contemporanei, che ha sempre avuto la consapevolezza del suo ruolo e che ha saputo attraversare la storia dell’Italia distinguendosi per impegno, capacità e coraggio.
Voce inconfondibile della scena italiana, è stato punto di riferimento per il teatro, la radio e la tv; nella sua carriera ha lavorato con registi del calibro di Strehler e Visconti, mettendo in scena numerosi autori classici e contemporanei, da Plauto ad Aristofane passando per Dostoevskij ed O’Neill; nel cinema vanta oltre 100 pellicole di grandi registi italiani e stranieri, ed è stato protagonista per la televisione di alcuni tra i più celebri sceneggiati della Rai.
“Foà ha saputo interpretare la storia contemporanea del nostro paese – ha ricordato il sindaco Marino – un attore immenso, capace di entrare nell’immaginario collettivo. Un uomo coerente, coraggioso e dai grandi valori, che si è schierato a fianco della libertà negli anni più bui della nostra nazione. Aveva il carisma dei grandi personaggi e l’umiltà dei semplici. A lui l’Italia e Roma saranno sempre riconoscenti”.
Per questo il Campidoglio ha voluto rendere omaggio a questo grande artista aprendo le porte del palazzo Senatorio a tutti i romani e le romane che vogliono salutarlo per l’ultima volta.
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