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Centrale TeKnosolar, per Petrocelli e Liuzzi non va fatta

Vito Petrocelli, portavoce del M5S al Senato della Repubblica e Mirella liuzzi intervengono sulla centrale termodinamica che la Teknosolar Italia vuol realizzare a Banzi. Per Petrocelli “la centrale non va fatta. È una centrale a gas di 15 mw di potenza (sarebbe la quarta nuova centrale a metano ipotizzata in Basilicata, per un totale di 1235 mw), con l’aggiunta di 8640 specchi parabolici che integreranno la produzione fossile con l’energia rinnovabile da termodinamico solare, per altre 50 mw di potenza. Occuperà circa 225 ettari di terreno agricolo e consumerà 16 litri al secondo di acqua pubblica, per un totale di circa 500 mila metri cubi all’anno. La centrale della Teknosolar, multinazionale ispano/lucana produrrà energia in Basilicata e la trasporterà altrove con i tralicci, per una classica gestione verticistica, utilitaristica e lucrosa dell’energia elettrica. È il solito affare per pochi e inquinamento per molti, attorno al quale è già partita la propaganda dell’inganno dell’occupazione. Miraggio che va subito sfatato in quanto queste megastrutture, che si nutrono di investimenti megagalattici e di complicità politiche nazionali e locali, partoriscono livelli occupazionali da piccola azienda, in genere non superiore alle poche decine di unità. Con la certezza, come accade per il Cova di Viggiano e per le concessioni minerarie, che ai locali vanno solo ruoli da netturbini e guardiani della struttura, sottopagati nonostante l’esposizione ai rischi di maggior contatto inquinante, mentre i posti più ambiti, più sicuri e più remunerati, vanno a tecnici specializzati. Gli specchi parabolici hanno la funzione di dare uno status di eco-sostenibiltà all’impianto, mentre nella realtà è speculazione energetica e affaristica e non certo green economy. Al solito, registriamo i ritardi dei politici del partito unico lucano e registriamo dubbi per connivenze strane, vista la tempestiva e sospetta revoca dei 69 milioni di euro del Cipe proprio per lo schema idrico dell’area dell’Alto Bradano, la zona della centrale ispano/materana”.

Redazione

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