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Milano, Casa Merini bando per assegnare lo spazio di via Magolfa

Il Comune affiderà a un soggetto no profit l’immobile di via Magolfa 32 per la realizzazione della “Casa delle Arti – Spazio Alda Merini”. Le linee di indirizzo per individuare il concessionario cui assegnare lo spazio gratuitamente per tre anni sono state approvate dalla Giunta. Il bando aprirà a gennaio e potranno parteciparvi esclusivamente realtà no-profit. Obiettivo del Comune sarà la promozione della conoscenza della poetessa e della sua opera, la valorizzazione dei beni esposti nella Casa Merini e la promozione di attività culturali legate alla poesia, ma non solo, aperte alla città.

“Vogliamo creare un luogo di aggregazione, studio, formazione e confronto tra differenti generazioni, culture ed etnie, con particolare attenzione alla realtà femminile: un luogo che abbia come fulcro la figura di Alda Merini, le sue poesie e la sua casa museo allestita al primo piano dello spazio di via Magolfa – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Il bando uscirà a gennaio, quindi a breve questo spazio potrà essere riaperto al pubblico a tempo pieno e reso sempre vivo dalle attività che vi si svolgeranno”.

“Un obiettivo importante- dichiara l’assessore al Demanio Daniela Benelli – per rianimare un luogo suggestivo che può diventare spazio di socializzazione e di cultura aperto a tutti. La restituzione di Casa Merini è un nuovo passo nella direzione di utilizzare al meglio il patrimonio immobiliare del Comune mettendolo a disposizione della capacità progettuale delle migliori energie culturali, associative e imprenditoriali della città”.

Ai partecipanti sarà richiesto di elaborare un programma di utilizzo dello spazio che includa la fruibilità della sala dedicata ad Alda Merini.

Il concessionario dovrà rendere gli spazi quanto più possibile disponibili alla cittadinanza, sia in termini di orari di apertura sia per la qualità delle iniziative culturali promosse; dovrà inoltre realizzare a propria cura e spese la fornitura degli allestimenti necessari allo svolgimento delle attività culturali previste e garantire la custodia dei beni e la manutenzione ordinaria e straordinaria degli spazi interni. Si potrà adibire una parte della superficie (circa 28 mq) a zona di ristoro, purché gli introiti siano direttamente reinvestiti nella proposta progettuale.

La concessione in uso gratuito avrà la durata di 3 anni e potrà essere rinnovata per ulteriori 3 anni a fronte della presentazione di una nuova proposta di uguale durata e della verifica del buon esito del precedente periodo di utilizzo.

Redazione

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