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Sabato prossimo Firenze avrà il primo defibrillatore pubblico

Sabato 21 dicembre alle ore 16,30, nel contesto dei festeggiamenti natalizi che ogni anno l’Associazione Ponte Vecchio organizza dopo il concerto gospel e spiritual del Coro di Careggi, verrà inaugurato il primo defibrillatore semiautomatico pubblico di Firenze. Tappa conclusiva del progetto “Firenze ci sta a cuore” che nel 2009 il Consigliere comunale Alberto Locchi fece approvare in Consiglio. In questi 4 anni “Firenze ci sta a cuore”, grazie alla collaborazione dei volontari di ANPAS, CRI, Misericordie, dell’Associazione Nicco Testini oltre che al patrocinio delle società scientifiche cardiologiche ANMCO ed IRC e del Ministero dell’Istruzione oltre all’aiuto ed appoggio fondamentale del Comune di Firenze nella figura del Vicesindaco Stefania Saccardi, ha insegnato le manovre di rianimazione cardiopolmonare (BLS) a circa 4.000 studenti fiorentini e ad oltre 1.000 cittadini facenti parte di Associazioni o Società. Adesso è arrivato il momento, condiviso anche col 118 di Firenze, di dotare la nostra città (come avviene in tutte le città più importanti e civilizzate del mondo) di defibrillatori (DAE) pubblici a disposizione di chiunque abbia fatto un corso per usarlo. Il primo, appunto, sarà posizionato all’interno di un vero e proprio “Totem della sopravvivenza”, al centro del Ponte Vecchio, luogo simbolo di Firenze. Tutto questo è stato possibile grazie alla generosità dell’Associazione Ponte Vecchio che, tramite la sua Presidente, Laura Peruzzi, si è sin da subito mostrata assai interessata a questa civica ed importante iniziativa. “Quest’anno l’Associazione Ponte Vecchio ha deciso di fare questo regalo natalizio a Firenze, niente addobbi e festoni ma un gesto concreto per tutta la città” ha dichiarato Laura Peruzzi. “Questo è il primo di almeno 6 DAE che entro il 2014 vorrei – d’accordo con Stefania Saccardi – posizionare a Firenze nei luoghi ad alto afflusso di persone: Piazzale Michelangiolo, Piazza Santa Croce, Piazza Signoria, Piazza Repubblica e Cascine. Il DAE ha ragione di esistere affinché possa essere usato da chi è in possesso di brevetto, in caso di arresto cardiaco, in attesa dell’arrivo dei soccorsi inviati dal 118. Ciò avviene in tutto il mondo, questo è un segnale, oltre ad un gesto pratico e concreto, affinché tutti prendano coscienza di essere potenzialmente uno degli anelli della catena del soccorso. Tutti dovrebbero autonomamente fare un corso per imparare le manovre salvavita. Perché una città come Firenze va fisiologicamente incontro a circa 500 arresti cardiaci improvvisi in un anno e siccome il tempo medio di intervento di un’ambulanza è di 8 minuti ed il cervello subisce danni anche irreparabili dopo circa 5 minuti, se ne deduce che tutti noi dobbiamo sentirci parte della macchina del soccorso. Per favorire l’eventuale utilizzo dei DAE che verranno posizionati a Firenze, oltre ad affidarci alla casualità che chi ha un brevetto transiti nei pressi nel momento dell’eventuale malore, abbiamo fatto un corso ad un gruppo di commercianti del Ponte Vecchio e così faremo ogni volta che metteremo un nuovo DAE sul territorio” ha dichiarato Alberto Locchi.

Redazione

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