Il magistrato, dopo sei mesi dopo la vittoria elettorale, è alle prese con una crisi. I rappresentanti politici di quattro partiti di maggioranza (Rinnovamento Democratico Adesso – Pd, Partito Socialista, Verdi e Sinistra Ecologia e Libertà) hanno consegnato al primo cittadino una lettera riservata di due pagine in cui gli chiedono un cambio di passo nell’azione amministrativa. Subito dopo a Marrone è giunta una comunicazione dei quattro assessori di riferimento degli stessi partiti (il vice sindaco Aniello Pignalosa, Raffaele Cuorvo, Natale Barile e Stefania Scarano) che rimettevano nelle sue mani le deleghe assegnate appena prima dell’estate. “L’azione amministrativa è ferma, ci sono criticità enormi e dobbiamo ammettere che in questi primi mesi non è stato fatto nulla di quanto promesso in campagna elettorale. – spiega uno dei sette consiglieri di maggioranza che sono in rottura con il sindaco – A questo si aggiunga che Marrone agisce da autocrate e spessissimo prende decisioni importanti senza neppure avvisare i partiti che lo sostengono. Qua o si cambia passo o si va tutti a casa”.
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