La proposta, contenuta in un progetto di legge presentato dal Carroccio, ha ottenuto il via libera unanime della commissione attività produttive del Consiglio regionale lombardo. Se sarà confermata con l’ok dell’aula il 29 ottobre, introdurrà in Lombardia il marchio “pane di produzione locale”, che distinguerà i prodotti per qualità e provenienza degli ingredienti usati per la lavorazione.
Le nuove etichette, si apprende da una nota stampa, serviranno a identificare i luoghi al cui interno si svolge l’intero ciclo di produzione del pane (dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale). E a distinguerli dai semplici punti vendita dotati di impianto di cottura del pane. Da qui la novità della denominazione “pane di produzione locale”. Il progetto di legge prevede anche corsi di formazione, accreditati dalla giunta, e rivolti ai responsabili dell’attività produttiva. Nel documento si stabilisce che il pane fresco “deve essere venduto entro e non oltre la giornata in cui è stato concluso il processo produttivo” e che “il pane a durabilità prolungata è posto in vendita con una dicitura aggiuntiva che ne evidenzi lo stato e il metodo di conservazione utilizzato, il giorno di produzione, nonché le eventuali modalità di conservazione e di consumo”. Infine si propone la costituzione di un “registro regionale delle specialità da forno tipiche della tradizione lombarda”.
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