Secondo quanto raccontato dal reo confesso, il giovane dopo averla colpita una prima volta e violentata ha abbandonato la vittima in un canneto e a distanza di alcune ore. Dopo aver riflettuto a casa sull’accaduto, ha deciso di bruciare il cadavere per cancellare eventuali tracce.
Gianluca Bevilacqua, durante l’interrogatorio condotto dal Procuratore di Locri, Luigi D’Alessio, ha raccontato di aver visto la donna sulla spiaggia di Brancaleone. Dopo averla avvicinata ed aver tentato un approccio sessuale l’ha colpita alla testa provocandole una grossa ferita. La vittima è stata poi trascinata in un canneto dove il ventunenne l’ha violentata.
L’assassino è tornato a casa e, solamente dopo alcune ore, ha pensato di tornare sul luogo del delitto per bruciarne il cadavere con del liquido infiammabile. Bevilacqua ha spiegato agli inquirenti di aver deciso di incendiare il cadavere per cancellare ogni traccia che avrebbe consentito la sua individuazione. La donna, che era la badante di un’anziana, si recava spesso in spiaggia perché si trova a poca distanza dal suo luogo di lavoro.
Gli inquirenti attendono gli esiti dell’autopsia per avere ulteriori riscontri alla confessione fornita dal reo confesso.
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