È quanto è emerso nel corso della conferenza stampa tenutasi stamane a Palazzo di Città, con i funzionari Valeria Maiorano e Valerio Ladalardo – responsabili rispettivamente dell’Ufficio Avvocatura e dell’Ufficio Manutenzione – impegnati da mesi nel complesso lavoro di accertamento legale e tecnico delle richieste di risarcimento pervenute al Comune. Funzionari ed investigatori, a loro modo.
“Analizziamo le richieste singolarmente e, in caso di anomalie, si procede al riscontro incrociato con altre denunce – spiegano i funzionari – cosa che abbiamo riscontrato in 10 casi su 35 ad oggi pervenuti. È così che abbiamo scoperto che alcune presunte vittime figuravano in altre richieste di risarcimento nelle vesti di testimoni. Il pre-allarme è scattato anche quando ci siamo trovati di fronte a certificati medici vecchi di due anni prima oppure illeggibili, scoloriti. Decisivo è anche il sopralluogo tecnico sul luogo del presunto incidente, in alcuni casi discordante rispetto alla descrizione fatta nella denuncia”.
Le strade comunali scelte per i finti sinistri sono per lo più arterie periferiche, lontano dal centro cittadino e da luoghi trafficati, dove la presenza di terzi avrebbe potuto procurare un contraddittorio alla versione dei finti testimoni.
“Il lavoro congiunto dei funzionari ha portato i suoi risultati – dichiara il sindaco Giovanni Moscatiello – Baronissi ancora una volta fa scuola in tal senso perché è un sistema che garantisce all’ente un quadro completo e particolareggiato delle denunce: cosa che non avveniva prima. Ed è tra l’altro un approccio metodologico che introdussi per la prima volta al Comune di Eboli quand’ero segretario generale”.
“Questo lavoro congiunto premia la scelta politica fatta mesi fa dal sindaco e dall’Amministrazione – sottolinea il consigliere delegato al Contenzioso Antonio Di Filippi – e cioè di istituire l’Ufficio Avvocatura dell’ente, eliminando gli affidamenti degli incarichi ad avvocati esterni. Ciò ha prodotto anche un risparmio stimato in circa 60mila euro. Il prossimo obiettivo – conclude – è quello di istituire una banca dati comune con altre Amministrazioni dalla quale attingere elementi utili per i riscontri e bloccare sul nascere i tentativi di truffa organizzati da una filiera associativa che agisce sicuramente anche in altre realtà”.
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