Nessuna grazia per il Cavaliere intenzionato a dare battaglia. Gli articoli 629, 630 e 635 del codice di procedura penale che disciplinano i casi di revisione di un processo già chiuso, ma che è possibile riaprire riconsiderando la sentenza già passata in giudicato, in presenza di un fatto nuovo. L’obiettivo è di ottenere dai giudici della Corte di appello di Brescia anche la sospensione della pena. Si tratta di un atto discrezionale e non obbligatorio ma più che probabile. La revisione potrebbe scattare per via delle “carte svizzere”, mai acquisite in dibattimento, su Frank Agrama, che non sarebbe quel “socio occulto” nel commercio dei diritti televisivi disegnato nella sentenza Mediaset ma “l’intermediario ufficiale ed esclusivo tra la Paramount e molte tv europee”. Un fatto nuovo che giustificherebbe il ricorso a Brescia. L’azione, ancor prima di eliminare la condanna a 4 anni per il reato di frode fiscale, produrrebbe l’effetto di sospendere subito la pena liberando così il Cavaliere dalla scelta se scontare l’anno che gli residua dopo l’indulto agli arresti domiciliari oppure con un affidamento ai servizi sociali. La richiesta di revisione del processo avrebbe anche l’obiettivo di congelare la procedura della decadenza nella giunta per le immunità del Senato.
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