A darne notizia è l’Anief-Confedir, secondo cui un altro caso si è verificato sempre in Emilia Romagna, dove una donna ha firmato l’assunzione a tempo indeterminato a 65 anni. “Purtroppo siamo arrivati al punto che i tanti casi di ultrasessantenni assunti nella scuola, come quello della docente 62enne di educazione artistica del grossetano, tra l’altro costretta a rifiutare il ruolo perché la proposta su più scuole presentatagli dall’amministrazione era incompatibile con i suoi spostamenti, non dovrebbero più farci meravigliare”, afferma Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir.
Secondo Pacifico, grazie alla riforma Fornero “dal 1° gennaio 2012 tutte le dipendenti della scuola, che costituiscono oltre l’80% del personale docente e Ata, sono state costrette a rimanere in servizio fino a 66 anni e tre mesi di età”.
“Quest’anno – precisa l’Anief – sono stati collocati in pensione 10.860 docenti e 3.662 tra amministrativi, tecnici ed ausiliari. Appena 14.522 lavoratori, un numero che corrisponde alla metà dei dipendenti pensionati del 2102 (lasciarono in 27.754), suddivisi tra 21.114 docenti e 5.338 Ata.
Per Pacifico, “la scuola continua ad essere il settore dove più degli altri si continua a derogare alla direttiva comunitaria, la 1999/70/CE, che da 13 anni impone ai Paesi che fanno parte dell’Ue di assumere tutti i lavoratori che hanno svolto 36 mesi di servizio nell’ultimo quinquennio”.
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