Ha visionato ore e ore di filmati fino a quando ha riconosciuto i suoi aguzzini. Ha individuato i ragazzi che ballavano intorno a lei sulla pista della nota discoteca romagnola, gli stessi che le hanno offerto un sorso d’acqua probabilmente corretta con qualche droga. Gli esami tossicologici della ragazza hanno escluso che avesse bevuto alcolici in maniera esagerata o ingoiato anfetamine, resta ancora aperta la pista dell’inserimento di chetamina o della Ghb, la cosiddetta droga dello stupro, nel suo bicchiere.
I Carabinieri ascolteranno i dipendenti del Cocoricò che potrebbero aver visto qualcosa di strano e non averlo subito collegato alla violenza. Le ricerche degli stupratori sono state estese a tutta la Lombardia, da dove sembra provengano per via dell’accento. La vittima è tornata a casa con lividi sulle braccia e sulle cosce e un polpastrello tagliato.
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