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Lecce, mancata promozione in serie B 250 teppisti sfasciano la città

Se la sono presa con steward e Forze dell’Ordine distruggendo ogni cosa che hanno incontrato all’interno e all’esterno dello stadio di via del Mare. La Polizia risposto con il lancio di lacrimogeni e cariche di alleggerimento ma non è riuscita ad evitare che un suo fuoristrada, un Mitsubishi Pajero, venisse incendiato, e alcuni agenti fossero contusi alle gambe dal lancio di pietre.

Gli ultrà, molti dei quali con il volto coperto con sciarpe giallorosse o t-shirt, hanno anche lanciato diversi petardi, fumogeni, danneggiato vetture e rotto numerose vetrate. Il loro obiettivo era quello di “far pagare” a giocatori e società l’insuccesso sportivo. Dopo un assedio davanti agli spogliatoi, la loro meta, sono stati dispersi dalla reazione dei poliziotti. Il via agli incidenti è scattato dopo il fischio dell’arbitro che sanciva la promozione del Carpi, al termine dell’1-1 del ritorno della finale play off di Lega Pro, e un altro anno di purgatorio in terza serie per il Lecce.

Facendosi strada attraverso un ampio varco aperto in curva Nord, in 250 hanno attraversato il terreno di gioco dirigendosi verso la scaletta che conduce agli spogliatoi. Tra gli ultimi riusciti a mettersi in salvo, prima che venisse chiusa la porta blindata che conduce alle stanze delle squadre e degli arbitri, è stato l’inviato della Rai Emiliano Cirillo impegnato nelle interviste del dopo gara a bordo campo. Dietro di lui una telecamera è stata sfasciata e le panchine sono state sradicate e lanciate sui gradini.

A contrastare le violenze una quindicina di steward posizionatisi nell’accesso al tunnel e colpiti a ripetizione con pugni, calci e corde; una vetrata di plexiglas è stata distrutta così come alcuni cartelloni pubblicitari. L’arrivo successivo di un gruppo di agenti ha fatto rientrare gli ultrà in tribuna che sulla via del ritorno non hanno trovato di meglio che tagliare le reti di una porta e aprire un estintore.

Le violenze si sono poi trasferite fuori dallo stadio perché i teppisti hanno cercato l’altra strada, dall’esterno, per raggiungere gli spogliatoi, facendosi largo con petardi e lacrimogeni ma trovando l’opposizione della Polizia che li ha dispersi usando lacrimogeni e facendo cariche di alleggerimento, e scortando infine, quando la situazione si è normalizzata, l’uscita delle squadre.

Redazione

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