Una tragedia immane. Una giovane vita che si spegne in modo inatteso. E’ accaduto in Veneto. Massimo Dotto ha guardato l’orologio. Era tardi. Il figlio doveva prendere l’autobus che come ogni mattina lo avrebbe accompagnato da Varago all’Itis Fermi a Treviso. Quando il papà si è avvicinato ha capito che il figlio non respirava più e non dava alcun segno di vita. I genitori hanno chiamato il 118. All’arrivo dei soccorritori per Francesco Dotto, 14 anni, non c’era già più nulla da fare. Il suo cuore era fermo da ore. Francesco non si sarebbe accorto di quello che gli stava succedendo.
Recentemente si era sottoposto ad uno screening. Gli accertamenti non avevano evidenziato alcuna difficoltà cardiaca, né avevano rilevato altri problemi di salute. Nulla dunque che potesse far presagire una simile tragedia. Nessuno dei familiari ha avvertito un rumore, una richiesta d’aiuto.
Francesco lascia il padre Massimo, tecnico informatico e animatore nella chiesa di Lancenigo dove suona la chitarra, la mamma Marina, catechista nella stessa parrocchia, e la sorella Anna, studentessa, anche lei come il fratello impegnata negli scout.
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