Il casertano di 49 anni è stato posto in stato di fermo. Ai militari ha raccontato di aver gettato l’arma in un cumulo di rifiuti a Lusciano; il fucile calibro 12, però, non è stato ritrovato, mentre a casa di Antonio Grassia i Carabinieri hanno rinvenuto 16 cartucce compatibili con quelle esplose.
Il gesto, ha ammesso l’uomo, sarebbe scaturito da una lite scoppiata per questioni economiche. L’episodio è avvenuto nel bar gestito dalla donna, rimasta ferita in modo non grave: i due colpi sparati, infatti, hanno colpito il bancone del bar raggiungendola di striscio al volto e alla testa.
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