Programmi di sviluppo e occupazione, anche se con gradualità, ma su tutto il territorio della Val d’Agri. Li chiedono i sindaci lucani nell’incontro convocato dal presidente della Regione Vito De Filippo, che ha accogliendo l’invito dei sindaci di nove Comuni della media e bassa Val d’Agri, che avevano sollevato il problema che la parte più consistente dei nuovi assunti provenisse proprio dai centri dell’Alta Val d’Agri dove Eni ha i propri insediamenti.
I sindaci chiedono un “riequilibrio territoriale”. Certezze anche per l’Eni. “Occupazione e investimenti viaggiano insieme. La crescita occupazionale, diretta e dell’indotto, è strettamente correlata ai nuovi investimenti”.
Se la partita delle ultime 49 assunzioni Eni adesso si è chiusa, all’orizzonte, nell’immediato c’è già quella più consistente delle centinaia di unità necessarie alle aziende dell’indotto per la realizzazione della quinta linea di trattamento gas, nel medio periodo quella legata ad ulteriori possibili potenziamenti degli impianti e, in prospettiva, il grande tema dell’occupazione in settori collaterali che la Compagnia potrebbe portare in Basilicata nell’ambito del “Memorandum”. Apertura della compagnia anche sulla richiesta della Regione di realizzare un polo della chimica verde in Basilicata. Purché siano garantite “ricadute su tutto il territorio”, da una parte, e purché “si facciano gli investimenti” dall’altra.
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