Un ventottenne nato a Gallipoli ma residente ad Alliste, si è beccato una denuncia. Dopo una lunga serie di indagini, i militari hanno scoperto che il salentino era riuscito a far credere all’ateneo di aver sostenuto tutti gli esami del corso di studi triennale e, quindi, di avere diritto a discutere la tesi nel settembre 2011. Si è presentato nella sede di via Venezia a Padova e, dinanzi alla sua relatrice, la professoressa Anne Maas e alla commissione di laurea, ha discusso il suo elaborato, dal titolo “Simboli religiosi e il loro effetto sul senso di inclusione o esclusione nei bambini cattolici e musulmani”.
La discussione dell’elaborato finale precede di qualche settimana la proclamazione vera e propria. Nel lasso di tempo che intercorre tra le due date i curriculum degli studenti finiscono sotto la lente degli uffici, che verificano se è tutto in regola. È stato proprio in questa fase di controllo che gli impiegati che lavorano negli uffici universitari di Palazzo Bo, analizzando le pratiche degli studenti appena laureati, si sono accorti di alcune incongruenze nei documenti del giovane. In particolare, c’erano difformità tra i numeri di protocollo e alcuni campi non erano compilati. È così emerso che il ventottenne non aveva mai ottenuto i requisiti per accedere all’esame di laurea.
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