Categories: Cronaca

Lettera al Sindaco di Taranto, Ezio Stefano

Egregio Sig. Sindaco, ho letto la Sua lettera inviata al Presidente dell’India (*) e come cittadino italiano leggendo il Suo pensiero non posso fare a meno nemmeno io di tacere. Mi meraviglio che chi indossa la “fascia tricolore” non perché gli sia stato imposto ma perché ha scelto di rappresentare un’Istituzione e quindi lo Stato, si giustifichi, come si evince dalle Sue parole, nei confronti del Capo di uno Stato estero per una decisione presa dall’Esecutivo dello Stato sovrano di cui Lei fa parte. Pur apprezzando la Sua disponibilità ad ospitare a Taranto i figli dei due pescatori indiani e pur condividendo i Suoi apprezzamenti nei confronti di professionisti indiani che anche io, seppure non come medico, ho comunque avuto occasione di conoscere ed ammirare nel corso delle mie attività professionali, ritengo che forse sarebbe stato più opportuno limitarsi al gesto di benevolenza senza ulteriori “approfondimenti”. Peccato, invece, che Lei accenni a convegni di “Storia Patria” facendo cenno solo ad una parte di essa. Mi permetto di rammentarLe che la storia e quindi la memoria è “maestra di vita” solo se avulsa da preconcetti e da distinzioni di parte. E’un bel gesto rendere omaggio ai giovani indiani caduti sul suolo italico meritevoli del massimo rispetto e riconoscenza, ma forse non sarebbe guastato ricordare anche che i due Fucilieri di Marina sono militari italiani incolpati di qualcosa nell’esercizio delle loro funzioni e quindi tenutari del diritto di garanzie che l’India non può disattendere. Ha anche dimenticato di ricordare al Presidente indiano che in questo momento altri giovani indiani sono impegnati a stretto contatto di gomito con i commilitoni dei due Fucilieri di Marina a cui Lei fa riferimento e rischiano quotidianamente la loro vita in terre lontane per garantire la stabilità in aree di crisi, la sicurezza globale e la democrazia. Infine, condivido il Suo richiamo alla “saggezza dei due Governi” ma nello stesso tempo trovo doveroso ricordarLe che da 13 mesi questa saggezza è mancata da parte indiana, prevaricando ogni minimo contenuto del Diritto Internazionale e di Convenzioni Internazionali sottoscritte e ratificate anche dall’India. Forse non guasterebbe sentirsi più italiani, pur non essendo come Lei tiene a sottolineare un esperto di diritto, lasciando da parte almeno per una volta approcci demagogici e retorici. Fernando Termentini (mail@fernandotermentini.it) 14 marzo 2013 – ore 20,00 (*)14 mar. – (Adnkronos) – ”In un momento particolarmente delicato delle relazioni diplomatiche dei nostri due Paesi, in qualita’ di sindaco di Taranto, citta’ del fuciliere Massimiliano Latorre, non posso assolutamente tacere. E’ mio preciso dovere esprimere grande rammarico per quello che sta accadendo e ribadire senza esitazione, la stima mia personale e quella della citta’ che rappresento, per il popolo indiano”. Lo scrive il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, in una lettera inviata al capo del Governo della Repubblica dell’India, Manmohan Singh tramite l’ambasciatore della Repubblica dell’India in Italia, Debabrata Saha. ”Non sono un uomo di legge e non ritengo giusto intervenire in un disguido interpretativo di cosi’ grande rilevanza”, precisa a proposito della controversia relativa ai due maro’ Massimiliano Latorre e il barese Salvatore Girone accusati di aver ucciso per errore due pescatori indiani durante un’operazione antipirateria. ”Nel mio lavoro di medico in alcune capitali europee – riprende Stefano – ho avuto modo di conoscere ed apprezzare la straordinaria competenza dei colleghi provenienti dal vostro glorioso Paese. In ogni campo del vivere civile – sottolinea – l’amicizia dei nostri popoli e’ stata proficua, sincera e leale”. “In recenti convegni di Storia Patria, tenutisi nella mia citta’, e’ stato evidenziato il ruolo determinante a favore della nostra Liberazione dei giovani indiani nell’ultima guerra mondiale. Fidando in tutto cio’, che non puo’ e non deve essere dimenticato, l’intera citta’ che rappresento rinnova la sua disponibilita’ ad accogliere i figli degli sfortunati pescatori per soggiorni di studio. Nella certezza – conclude il sindaco di Taranto – che tutto si chiarira’ nel migliore dei modi e che risolta la controversia dalla saggezza e dalla disponibilita’ dei due governi, le relazioni diplomatiche riprenderanno nel migliore dei modi”. (14 marzo 2013 ore 15.16)

Redazione

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