“Nanduccio” Puca, 26 anni, ritenuto il reggente della cosca di S. Antimo ed Angelo Puca, 49 anni, sono stati arrestati dalla Polizia con l’accusa di tentativo di estorsione.
Il 12 settembre i due si sono recati nello studio di un professionista, minacciandolo con una pistola. Ferdinando Puca si era qualificato come capo del clan ed aveva detto al professionista che a Sant’Antimo comandava lui. Impaurita, nei giorni seguenti la vittima degli estortori non si era recata al lavoro per paura di ricevere nuove visite degli uomini del clan, ma i due avevano cominciato a seguirlo.
Il professionista, a quel punto ha deciso di rivolgersi alla Polizia e si è recato al commissariato di Frattamaggiore. Ferdinando Puca ha precedenti penali per omicidio, resistenza a pubblico ufficiale, violazione della legge sulle armi ed altri reati minori. Il giovane, secondo gli investigatori, regge le fila del clan per conto del cugino, Pasquale Puca, attualmente detenuto dopo la condanna in primo grado per l’omicidio di Francesco Verde detto “Ò Negus”. Angelo Puca, parente di Ferdinando, e soprannominato “Ò Fotografo”, è un sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Sant’Antimo. I due sono stati trasferiti nel carcere di Secondigliano.
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